
Qual è stato l'argomento della tua tesi?
la tesi si intitolava 'dispositivi per l'intercambio, il rifugio e la sosta sul paesaggio cantabrico di saguès, san sebastian, paesi baschi. si e' trattato di riflettere su san sebastian e su parte del suo waterfront come un potenziale luogo di ricettivita' 'leggera' appollaiato sull'oceano, a contatto con una natura tutto sommato selvaggia; lo spunto deriva , oltre che dalla passione sfrenata che ho per quei posti e paesaggi nei quali ho vissuto l'esperienza ormai lontana dell'erasmus, dal fatto che la cittadina in sè è un crocevia di flussi che incrociano sul territorio.
Hai qualche hobby? Suono la chitarra (avevo un gruppetto internazionale in erasmus e suonavamo nei locali). E la fotografia: ho stampato e sviluppato foto da me per un po' di anni... ora costa troppo, ma la passione c'e' sempre.
L’ultimo libro letto? l'impero del sole di ballard.






Cosa pensi di Milano?
Beh che dire, città fantastica, il centro più importante del nord italia, molto vivibile, affacciata su 2 mari diversi, clima ottimale, caldo d'estate ma ventilato, fresco e secco d'inverno, ottima viabilità, poco rumorosa, piena di gente calma e tranquilla ma soprattutto con ampio parcheggio.
Come vivi Milano?
Beh, vivo sui navigli, quando non vado al lavoro in canoa, (devo dire che all'alba è molto bello, le zanzare dormono ancora) faccio una corsetta e respiro a pieni polmoni, quando esco dal lavoro, direttamente in triennale a vedere una mostra e per forza una birretta al birrificio lambrate!
Se non fossi qui ti piacerebbe essere… ???
lasciamo stare: hawaii?
Quali sono gli strumenti non-architettonici che usi quotidianamente?
La bici, il microonde.
Qual è la cosa che più detesti quando stai lavorando?
Il FATAL ERROR.
Cosa fai quando passi le notti in studio?
Beh, chiaramente do il massimo per la buona riuscita del progetto!
Qual è il motore di render le cui prestazioni ti soddisfano maggiormente?
Render? Cos'è un render?
La mattina in studio i colleghi ti aspettano per…
sono io che aspetto loro di solito.

qual è stato l’argomento delle tue tesi? per la laurea, la tecnologia dello stucco per un intervento della soprintendenza in previsione dei restauri al palazzo di giustizia di mantova. per il diploma di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio l'incontro fra la conservazione del patrimonio -beni culturali e paesaggio- e le inevitabili trasformazioni del territorio.
la conclusione di questo lungo percorso? la tesi di laurea ha vinto il premio dell’archivio di mantova ed è diventata il vademecum per la consultazione dei documenti relativi al palazzo di giustizia.
come è nata la tua esperienza a san pietroburgo? interesse personale per ricerche e monitoraggio delle trasformazioni urbane e sociali della città. poi, insieme ai miei colleghi, abbiamo formulato la proposta “osservatorio spb” e siamo partiti per individuare scenari di valorizzazione degli spazi. gli abitanti di san pietroburgo sono la creatività in persona. sono davvero incredibili.
qualcosa che ti piacerebbe fare... riuscire a staccarmi dalla città per andare in un posto pìù tranquillo e – diciamolo – più sano.
se non fossi qui ti piacerebbe essere... ?? tra cielo e neve.

Da quali occasioni o inclinazioni sei stato influenzato?
Mi è sempre piaciuto quel filone d’arte concettuale in scala territoriale quale la Land Art, e i suoi maggiori esponenti Richard Long, Robert Smithson, Dennis Oppenheim, Walter De Maria, Christo sino ad arrivare ad Olafur Eliasson…
Dimmi qualcosa che ti piacerebbe fare.
Scalare il K2.
E qualcosa che ha influito sul tuo rapporto con l’architettura o con la professione.
L’idea che l’oggetto che viene pensato sulla carta, una volta realizzato lascerà un segno fortissimo sulle persone che lo vivranno.
Come riesci a tornare all’isola? Ci vai spesso?
In aereo o con la classica zattera… Appena posso vado a respirare dell’aria buona, a milano latita.
Ansia da foglio bianco o da schermo nero?
non so, sparo migliaia di cazzate poi vedo se una ha un senso.
Come coniughi l’attività di architetto col tuo stile di vita?
rock and roll!!!!!!!!!!!!!!


Parlami della tua tesi… qual è stato l’argomento scelto e perché.
la mia tesi ha avuto come tema la ri-progettazione del pellegrini, un ospedale al centro storico di napoli.
come ti sei interessato a questo argomento? da quali occasioni o inclinazioni è stato influenzato?
ho scelto questo tema perchè volevo lavorare sul tema dell'inserimento della nuova architettura nei centri storici, questo dopo alcuni progetti che trattavano dello stesso tema fatti in erasmus..
e’ stata pubblicata o si tratta di un lontano ricordo?
bè il percorso continua visto che è da quasi un anno che seguo la progettazione del nuovo policlinico di milano.
ci sono aspetti che ancora influiscono sul tuo modo di pensare o magari, di lavorare?
ogni tanto torna il terrore per i feet and inches, 3 mesi sono pochi per convertirsi metricamente parlando.
se non fossi qui saresti… ???
a posillipo sullo scoglione a prendere il sole.
cosa c’è sul tuo desktop?
un'immagine di persepolis.


Parlami della tua tesi… Qual è stato l’argomento scelto e perché.
Antico e passato nel progetto di architettura in un rapporto reciproco mai mimetico.
Hai avuto delle esperienze che ti hanno spinto in questa direzione o la tua tesi è stato il compimento logico di un lungo percorso?
La conclusione logica di un percorso perdurato da anni.
In termini pratici, hai passato molte notti insonni?
Ne ho passate e purtroppo ne passerò delle altre …
L’importante è che ti abbia aiutato a prepararti per il duro lavoro quotidiano.
La predisposizione al duro lavoro prescinde dall’esperienza di tesi.
Quali sono gli ambiti in cui sei specializzato o che stai approfondendo oppure che vorresti approfondire in futuro?
Vorrei apprendere un metodo.
E in che modo cerchi di prepararti su tali argomenti?
Studiando.
Dove sei stato in Erasmus?
Ungheria.
Si direbbe che sei uno di quelli che la lingua l’ha imparata davvero. La parli ancora?
Szyaztok!
Quali sono gli strumenti non-architettonici che usi quotidianamente?
Autocad.
Quale scala di disegno preferisci?
Dal 500 in poi.
Che musica ascolti mentre disegni dettagli complicatissimi?
Mai disegnato dettagli complicatissimi: il trucco è saper copiare bene.
Di cosa ti occupi nelle tue lezioni universitarie?
Mi OCCUPAVO di progettazione dell’arch., ultimamente sono un po’ latitante, ma presto tornerò.



Quali sono gli ambiti in cui sei specializzato o che stai approfondendo?Mi interessa la progettazione e con questo termine intendo tutto l'inesauribile processo che ne sottende, la fluidificazione delle differenze, delle libertà. Sono talmente tante le cose che mi interessano che non potrei qui elencarle, e spero che questa attenzione non si esaurisca mai. All'inizio avvertivo un senso di panico per questa vastità, adesso ho imparato ad assorbirla...Preferisci scrivere a mano o al computer?A computer, rigorosamente in helveticaIl mondo dell’architettura è multiforme. Come sei passata dal mondo dell’urbanistica al mondo della grafica?La rappresentazione, o più in generale l'immagine è molto importante in questa società dello spettacolo











Dove sei stato in Erasmus?
Praga, Repubblica Ceca.
Sei stato a lavorare all’estero?
Se il Piemonte è considerato come estero, sì ho lavorato all’estero come raccoglitore stagionale di uva americana.
Manie, ossessioni, rituali, idiosincrasie, abitudini… Ne hai alcune in qualche misura legate all’architettura?
L’amore per le planimetrie delle città. L’idiosincrasia per il disegno a computer.
A quali e quanti social network sei connesso mentre lavori? Ovvero, quante conversazioni puoi sostenere allo stesso tempo?
Qualsiasi altra attività che svolgo contemporaneamente al “lavoro” è da considerarsi propedeutica e di supporto alla attività lavorativa vera e propria e quindi non ascrivibile ad altre categorie, quali lo svago, il passatempo, il lavoro in proprio etc.

ci sono attività o interessi che giudichi utili per svolgere il lavoro di architetto?
adoro la musica e nel tempo libero suono l'armonica diatonica. credo che esista una specie di formula magica che regola la piacevolezza di un accordo musicale con la sensazione sgradevole prodotta da una stonatura. se carpissimo il segreto e lo applicassimo anche in architettura forse si riuscirebbe a progettare con maggiore armonia.
quali sono gli strumenti non-architettonici che usi quotidianamente?
talvolta per uso la patente per tracciare righe dritte sui fogli.
cosa facevi prima di laurearti in architettura?
nell'ordine: manovale, aiuto idraulico,assistenze elettricista, imbianchino, mezza cazzuola, carpentiere, geometra, responsabile tecnico d'impresa.
qualcosa che ha influito sul tuo rapporto con l’architettura o con la professione.
la mia famiglia si occupa di edilizia, pertanto ho cominciato a frequentare precocemente i cantieri. avevo circa 7-8 anni quando ho visitato un androne in un vecchio stabile del centro di milano, che l'impresa di mio nonno e mio padre stavano riqualificando. nei cantieri, un po' come accade negli ospedali, esiste un'odore di fondo inconfondibile. quando si raggiunge il mattone vivo, questo emette un odore penetrante e quasi pungente di terra umida. tutte le volte che vado in cantiere e respiro quell'odore mi riporta all'infanzia e in qualche modo mi restituisce serenità.
cosa pensi di milano?
è l'estensione naturale di ogni casa in cui abito.
